Mi presento, sono Paola, e insieme alla mia allegra ciurma composta da mio marito Marco e da nostra figlia Giulia di 10 anni abbiamo avuto modo di scoprire la Normandia qualche anno fa ed è stato amore a prima vista. Quest’anno ci siamo detti che poteva esser interessante riscoprirla insieme a nostra figlia, unendo visite che potevano interessare sia noi adulti che nostra figlia, senza dimenticare un pizzico di divertimento!

Giulia, come tutte le bambine della sua età, ama il mare, gli animali e tutto ciò che ha a che fare con principi e principesse. Allora come organizzare il nostro itinerario prendendo in considerazione i bisogni di una bambina di 10 anni (ma anche i nostri)?
Avendo già visitato i “luoghi imperdibili” come Rouen, Etretat, Honfleur e il Mont-Saint-Michel, questa volta ci siamo ripromessi di visitare luoghi forse “meno conosciuti”, ma non per questo meno belli. Perché, come dice Marco, “in Normandia c’è tanto da vedere!”, e quindi diventa difficile programmare tutto quello che vorremmo fare… nei giorni di ferie a nostra disposizione.

Alla (ri)scoperta della Normandia con gli occhi di un bambino: un viaggio tra divertimento, storia e tanto mare!

Io, Marco e Giulia abitiamo a Milano e la Francia non è così lontana; per raggiungere la Normandia abbiamo l’imbarazzo della scelta. Avremmo potuto viaggiare in treno ma, vista la buona esperienza passata, abbiamo scelto l’aereo. Un comodo viaggio con Air France, in partenza dall’aeroporto di Milano Malpensa, ci ha portato direttamente all’aeroporto di Roissy Charles de Gaulle. Appena atterrati, guardo Giulia e mio marito e gli dico: “siete pronti… che la vacanza abbia inizio!”. Difficile dire chi tra Giulia e Marco sia più emozionato al pensare di iniziare questo fantastico viaggio. Recuperiamo i nostri bagagli ed usciamo dal terminal per andare a prendere la macchina a noleggio che avevamo prenotato via internet (ci sono tantissime opzioni per raggiungere la Normandia come il treno, nolo auto, etc.).
Eccoci sulla nostra Peugeot 308 nera, con cambio manuale ed equipaggiata con il GPS, pronti per partire. “Bella e per fortuna spaziosa, considerato quanti bagagli avete preso!” esclama ridacchiando Marco. Usciti dal parcheggio gridiamo tutti in coro, “Normandia, aspettaci, arriviamo!”.

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1.

La Valle della Senna, le rovine di Château-Gaillard e Biotropica (1° giorno)

È una domenica tranquilla, poca gente per strada, e stranamente Giulia non si è addormentata come al solito in macchina. “Sarà l’emozione”, mi dice Marco quasi leggendomi nel pensiero.

Il nostro primo obiettivo è Les Andelys, tra Parigi e Rouen, dove Château Gaillard domina una delle più belle anse della Senna.
Arrivati, scorgiamo già dalla valle il castello. “Non c’è che dire il paesaggio già vale la pena” mi dice Marco. Giunti al paese, percorriamo una salita in auto fino al parcheggio principale (gratuito). Da qui il panorama è stupendo e Giulia si ferma estasiata, alla vista di quello che una volta, ai tempi di Riccardo Cuor di Leone, doveva esser un’imponente fortezza e saltella allegramente per il sentiero (normale, dopo i km ferma in macchina!). Io e Marco siamo d’accordo nel dire che la sgambata dal parcheggio al castello e la vista che si gode dalle mura di quest’ultimo valgono da sole una sosta a Château Gaillard. “Che panorama!” esclama Marco. In effetti, dal promontorio su cui sorge il castello si ha una bellissima veduta di Les Andelys lambito dalla Senna.

Ed eccoci al castello: quest’ultimo ha una parte visitabile gratuitamente (le mura diroccate esterne) ed un’altra che prevede il pagamento di un ticket d’ingresso. Io e Marco decidiamo per suscitare l’interesse di Giulia decidiamo per la visita a pagamento. Con l’ausilio di un tablet Giulia ha potuto vedere, tramite realtà aumentata, il castello ai tempi di Riccardo Cuor di Leone.  Guarda mamma!”, mi dice incredula. Io e Marco, invece, abbiamo apprezzato il fatto che alla biglietteria ci hanno dato un opuscolo in lingua italiana, come Marco ha sottolineato “aiuta a conoscere meglio la storia tormentata del maniero”.

Finita la visita, con ancora negli occhi il panorama che si gode dal castello, scendiamo a Les Andelys per visitare il paesino. Qui abbiamo ammirato la Collégiale Notre-Dame des Andelys, dall’architettura gotica, e il museo Nicolas Poussin dalla facciata “così tipicamente normanna”, come ha sottolineato mio marito.

Poiché, anche se la nostra è una vacanza relax, abbiamo degli “imperativi” (l’impazienza di nostra figlia) e ripartiamo quindi per Val-de-Reuil dove si trova Biotropica.
Arrivati, vediamo che oltre al parco c’è anche un laghetto. “La prossima volta passeremo la mattinata qui, che ne pensate?”, ci dice Marco. La vista del parco è interessante e motivante per Giulia. “È molto molto bello e tenuto bene”, asserisce mio marito. Nella piantina che ci hanno consegnato alla biglietteria sono indicati anche gli orari in cui danno da mangiare agli animali, Giulia si è divertita molto.

Per quanto mi riguarda, ho apprezzato il fatto che ci siano molte specie di animali e che il parco sia veramente tenuto bene. In effetti viene messo l’accento sull’importanza della ricerca e della conservazione della specie con spiegazioni chiare soprattutto per i bambini: è veramente un luogo ideale per loro! A Giulia sono piaciuti  i marsupiali che saltellavano davanti a noi, la voliera che, come ha esclamato Giulia è “incredibile”, ed anche la piscina dei pinguini… “ma anche la mini-fattoria è interessante!” Oltre alle zone attrezzate per il pic-nic, si può pranzare sulla terrazza: una vista indimenticabile, non c’è che dire!

Ripartiamo verso Fécamp, dove pernottiamo in un grazioso hotel.

Dove alloggiare a Fécamp

La Valle della Senna, le rovine di Château-Gaillard e Biotropica (1° giorno)

Informazioni pratiche

Château Gaillard
Chemin de Château-Gaillard
27700 Les Andelys

2.

Relax e vita di mare a Fécamp, sulla costa d’Alabastro (2° giorno)

Giulia è al settimo cielo, forse anche perché l’hotel non è molto lontano dalla spiaggia e si vede il mare. Oggi abbiamo previsto di fare un giro in barca; l’idea ci è sembrata carina anche perché avevamo letto di questa gita, a bordo di un vecchio vascello (il Mil’pates), dove si possono ammirare dal mare le falesie di gesso della Costa di Alabastro. L’idea di partecipare alla gitarella in mare e di approfittare dell’aria frizzantina ci era sembrata adatta sia a noi che a nostra figlia. Tuttavia, poiché Giulia ci era sembrata un po’ stanca, abbiamo deciso, vista la bella giornata, di fare “vita di mare” e respirare l’aria iodata della spiaggia di Fécamp dai bei ciottoli levigati.

Dopo una bella giornata all’insegna del divertimento e del relax, pernottiamo a Fécamp.

 

Relax e vita di mare a Fécamp, sulla costa d’Alabastro (2° giorno)
Cap Fagnet © OIT Fécamp

Informazioni pratiche

Cap Fagnet
Côte de la vierge
76400 Fécamp

3.

Vita di mare, passeggiate e visita al Paléospace di Villers-sur-Mer (3° giorno)

Oggi ci aspettano nuovi paesaggi, con la Costa Fiorita e le sue spiagge sabbiose! Salutiamo Fécamp e ripartiamo per Deauville. Anche l’itinerario è particolare poiché attraversiamo il ponte di Normandia, un ponte “sospeso” o meglio, come mi ha spiegato mio marito, un ponte strallato nel quale l’impalcato è retto da una serie di cavi ancorati a piloni di sostegno. “Wow mamma, mi sembra di volare… non bisogna soffrire di vertigini!”, commenta mia figlia stupefatta. Non molto lontano dal ponte di Normandia si trova Honfleur, un vero e proprio gioiellino che abbiamo avuto il piacere di vistare durante la nostra precedente vacanza in Normandia. Questa volta, però, il nostro obiettivo è di fare una vacanza a “misura di bambino” e abbiamo proseguito per Trouville, la nostra “base” per goderci un po’ la spiaggia sabbiosa e per fare passeggiate salutari sulle Planches del lungomare di Deauville, osservando le cabine con i nomi delle stelle del cinema americano.

Partiamo quindi per visitare il Paléospace a Villiers-sur-mer poiché, da quanto avevamo letto, avrebbe destato l’interesse di Giulia. Paléospace è un museo paleontologico dotato di un planetario e di molte altre attività: la ricerca paleontologica, una passeggiata alle scogliere delle Vaches noires per cercare dei veri fossili… e molto altro! Giulia, per esempio, non ha perso nemmeno una parola di quanto ha raccontato Laurent, uno dei ragazzi del personale. Ricordiamo che è indispensabile prenotare i posti al planetario, perché sono pochi posti disponibili, ma la presentazione “vale veramente la pena ed è emozionante“, come ha sottolineato mio marito. Nonostante le spiegazioni siano in francese ed in inglese, il museo è fatto per essere comprensibile ai bambini di tutte le età.

Dopo una bella giornata all’insegna delle passeggiate e dell’apprendimento, pernottiamo a Caen.

 

Vita di mare, passeggiate e visita al Paléospace di Villers-sur-Mer (3° giorno)
Faro di Trouville-sur-mer © Vincent RUSTUEL

Informazioni pratiche

Paléospace
5, Avenue Jean Moulin
14640 Villers-sur-Mer

4.

Alla scoperta del Castello di Falaise al tempo di Guglielmo il Conquistatore (4° giorno)

La giornata di oggi si preannuncia “storica” poiché, oltre a visitare ai luoghi storici in cui ebbe inizio la Liberazione dell’Europa dalla Germania nazista, volevamo ampliare la conoscenza del lato “medievale” della storia della Normandia. Guglielmo il Conquistatore, infatti, nacque a Falaise in Normandia e, sfruttando l’entusiasmo di Giulia per le visite ai castelli, abbiamo visitato quello costruito da Guglielmo ancora integro nella sua struttura. L’interesse di Giulia è sensibilmente aumentato quando ha scoperto che si trattava di una visita “tecnologica” che proponeva l’uso di un tablet per rivedere, tramite la realtà aumentata, la vita del castello nel Medioevo. Giulia, dopo aver ricevuto alla biglietteria il suo tablet (utilizzo del tablet compreso nel prezzo del biglietto) si è divertita alla ricerca dei “medaglioni” sparsi nelle varie stanze per rivivere la magia delle sale principesche. Stanza dopo stanza, Giulia, Marco ed io ci passiamo il tablet per ammirare i colori, gli arredi e l’opulenza del castello nel XII secolo. Alla fine del percorso, Giulia voleva quasi ricominciare da capo!

Dopo aver fatto un giro per Falaise e pranzato in un ristorantino “niente male”, ripartiamo per Caen dove passeremo la notte.

 

Alla scoperta del Castello di Falaise al tempo di Guglielmo il Conquistatore (4° giorno)

Informazioni pratiche

Castello di Falaise
Place Guillaume le Conquérant
14700 Falaise

5.

Passione cavallo con i « Jeudis du Pin » all’Haras du Pin (5° giorno)

L’idea, considerata la passione per i cavalli di Giulia, era di passare una giornata “full immersion” nel mondo di queste nobili creature all’Haras du Pin. Tra l’altro, avevo letto su un articolo che riportava la notizia su una nota star della tv italiana (A. Clerici) che è solita trascorrere le vacanze proprio da queste parti:  quale scusa migliore? Tra l’altro l’occasione era ghiotta visto che la nostra visita capitava durante i “jeudis du Pin”, giornate i cui sono previsti spettacoli all’aria aperta con artisti equestri ed anche la possibilità di visitare le scuderie e accarezzare i cavalli.
Valutato che il programma per il giorno successivo era molto impegnativo, per non stancarci troppo abbiamo rinunciato alla visita all’Haras ed abbiamo preferito rimanere a Caen e visitare la città.

Tra il Castello di Caen, l’Abbazia degli Uomini e delle Donne, il quartiere Vaugueux e il giardino botanico, Giulia non ha perso un momento per ripeterci che si stava divertendo insieme a noi.

Dopo una giornata rilassante ma “completa” come ha detto mio marito, abbiamo cenato in un ristorantino di Caen per poi andare a riposarci nel nostro hotel.

Passione cavallo con i « Jeudis du Pin » all’Haras du Pin (5° giorno)
© Sabina Lorkin - Anibas Photography

Informazioni pratiche

Quartiere Vaugueux
Rue du Vaugueux
Caen

6.

Il Centro Juno Beach: un museo pensato per i bambini (6° giorno)

A pochi metri dalla spiaggia si trova il Centro Juno Beach, il museo canadese delle spiagge dello Sbarco. Avevo letto che questo luogo è stato donato da “veri” Inuit, che sono discendenti dai primi abitanti del Canada. Appena arrivati, io, Giulia e Marco siamo accolti da Vincent, una delle giovani guide del Quebec del centro. Tra una battuta e l’altra ci spiega il percorso della visita. Il filmato di 4 minuti è proiettato in un ambiente che evoca una chiatta: le testimonianze fanno rivivere i sentimenti di quei soldati e delle loro famiglie che rimasero in ansia nei loro paesi.
Successivamente entriamo nello spazio dedicato al Canada negli anni Trenta. Con nostra grande sorpresa il tour “Esplora Juno in famiglia” è davvero ludico: ogni modulo permette ai bambini più piccoli e agli adolescenti di far capire i concetti storici che sono alla loro portata. Ci lasciamo guidare da nostra figlia e raccogliere i “punti papavero”.

I giochi interattivi legati alle mostre hanno permesso a Giulia di cominciare a capire i temi dell’immigrazione, della guerra totale e delle dittature. Giulia sente parlare, mentre è vicino a suo padre, della discriminazione praticata in Canada negli anni ’30: un paese di immigrazione… ma non per tutti. Dedichiamo almeno un’ora e mezza di tempo alla visita del museo. Alla fine del tour è stato divertente contare il numero di “punti papavero”. “È stato il primo fiore a ricrescere sui campi di battaglia dopo la Prima guerra mondiale”, spieghiamo a Giulia. Alla fine del pomeriggio, ci dirigiamo verso Bayeux.

Abbiamo affittato un gîte di fronte alla cattedrale. Stasera crêpes per tutti!

Il Centro Juno Beach: un museo pensato per i bambini (6° giorno)
Centro Juno Beach © Danielle Dumas

Informazioni pratiche

Centro Juno Beach
Voie des Français Libres
14470 Courseulles-sur-Mer

7.

La Cité de la Mer di Cherbourg (7° giorno)

Dopo la colazione lasciamo Bayeux per Cherbourg dove vedremo la Cité de la Mer. Il racconto dei nostri amici che ci erano già stati aveva destato il nostro interesse e quello di Giulia:  “quello di Cherbourg è un museo navale imperdibile!”, ci avevano detto.

Abbiamo dedicato una giornata per visitare l’interno del museo, lasciandoci incantare dalla magia del mare. Esso è ospitato nella antica stazione marittima transatlantica ed è il più grande edificio Art Déco. Dentro è possibile visitare il primo sottomarino nucleare francese “Le Redoutable”.

Debbo ammetterlo, io e Marco siamo entrati soprattutto per la visita al Redoutable. “Straordinario!”, dice Marco. L’audioguida è interessante, divertente e per nulla noiosa! Dopo la visita al Redoutable siamo passati nella parte dedicata al Titanic (ben curata, non c’è che dire) e poi agli acquari.

Giulia è rimasta entusiasta sia della visita all’interno del Redoutable che della esperienza sottomarina virtuale… con finale a sorpresa!

I nostri amici ci hanno veramente consigliato bene: la Cité de la mer è il regno sia dei bambini che degli adulti appassionati del mondo marino.
Abbiamo imparato divertendoci e il vedere Giulia a bocca aperta durante la visita al sottomarino o sentirla esclamare “l’acquario è profondissimo!” non ha prezzo.

Abbiamo concluso in bellezza la nostra vacanza e, ahimè, è ora di tornare a casa in Italia… la festa è finita!

La Cité de la Mer di Cherbourg (7° giorno)
La Cité de la Mer à Cherbourg © Emilie URSULE

Informazioni pratiche

Cité de la mer
Gare maritime transatlantique
50100 Cherbourg-en-Cotentin

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