Mi chiamo Giorgio, ho 63 anni. Da quando siamo in pensione, io e mia moglie Elisabetta, abbiamo cercato di viaggiare il più possibile… dopotutto ce lo meritiamo! La scorsa estate, 40 anni dopo la nostra prima visita, abbiamo riscoperto con piacere la Normandia, regione che abbiamo particolarmente nel cuore.

Quando si è giovani, si ha voglia di visitare “il più possibile” in poco tempo: noi, abbiamo abbracciato la filosofia di quello che viene chiamato, oggi giorno, lo “slow travel”, ma che per noi consiste nel viaggiare prendendoci “il nostro tempo” per visitare e approfittare della gastronomia, dei luoghi e delle relazioni con la gente del posto. Vi racconto il nostro percorso da Rouen a Lisieux.

Fra terra e mare… Alla scoperta della Normandia

Io ed Elisabetta abitiamo a Torino, città ben servita sia da treni che da aerei: abbiamo l’imbarazzo della scelta! Per questa volta, forse perché Elisabetta apprezza in modo particolare i viaggi in aereo, abbiamo optato per un comodo viaggio con Air France, in partenza dall’aeroporto Caselle, che ci ha portato direttamente all’aeroporto di Roissy Charles de Gaulle. Appena atterrati, guardo mia moglie e le dico: “Bienvenue en France, mon amour!”, aver studiato francese, ai nostri tempi, è di certo un vantaggio in questi frangenti! Dopo aver recuperato i nostri bagagli la prima cosa che abbiamo fatto, una volta usciti dal terminal, è andare a prendere la macchina a noleggio che avevamo prenotato via internet (ci sono tantissime opzioni per raggiungere la Normandia come il treno, noleggio auto, etc.).

Eccoci, sulla nostra Fiat panda rosso fuoco, equipaggiata con il GPS, pronti per partire. “Che l’avventura abbia inizio”, gridiamo in coro io ed Elisabetta.

1.

Rouen, la città di Giovanna d'Arco (1° giorno)

La nostra prima tappa è Rouen, una meravigliosa città medievale che vanta un ricco patrimonio artistico. Ne approfittiamo per passeggiare liberamente per il centro storico dove Elisabetta ammira i numerosi esempi di case a graticcio, di campanili gotici e guglie. “Quanto deve esser bello vivere in una città così…” esclama mia moglie, “mi piacerebbe poter vivere in una casa come questa…”. Siamo rimasti impressionati dal patrimonio artistico e culturale della città e dalla piacevole atmosfera che si respira nelle delle strade molto animate. Nella nostra guida consigliano di visitare almeno il Museo delle Belle Arti, il Panorama XXL, il Gros-Horologe o l‘Historial Jeanne d’Arc: avendo solo una giornata a disposizione, optiamo per il Museo delle Belle Arti, una delle mie passioni, e per il Gros-Horologe. Il museo delle Belle Arti mi ha colpito per la ricchezza delle collezioni ben organizzate ed Elisabetta, che è meno propensa a questo genere di visite, mi ha sorpreso dicendo che “Qui ci si può passare delle ore senza rendersi conto del tempo che passa!”. Il Gros-Horloge è stato una vera sorpresa; dall’alto torre abbiamo potuto ammirare lo splendido panorama della città di Rouen. “Che emozione… ma che fatica!”, conclude Elisabetta uscendo. La sera, anche se stanchi, ci rechiamo presso la Cattedrale per vedere lo spettacolo suono e luci proiettato sulla facciata: non c’è dubbio, ne valeva la pena!

Dove alloggiare a Rouen

Rouen, la città di Giovanna d'Arco (1° giorno)
Spettacolo "Cathédrale de lumières" a Rouen © Mariska Trébaol

Informazioni pratiche

Cattedrale Notre-Dame di Rouen
3 rue Saint-Romain
76000 Rouen

2.

Profumo di mare... la romantica Honfleur, la graziosa Deauville e l'autentica Trouville (2° giorno)

È ora di lasciare Rouen, oggi con Elisabetta visiteremo Honfleur, uno dei porti più pittoreschi di Francia. Dopo aver parcheggiato la nostra macchina, ci godiamo la vista del Vieux Bassin circondato da case di charme, cafè e ristoranti accoglienti. Elisabetta sospira, è proprio estasiata alla vista delle case a graticcio colorate che si riflettono sullo specchio d’acqua del porto turistico. “È proprio vero, sembra di entrare in paese da favola!”. Il porto e il paese, veramente caratteristici, si mostrano nel loro splendore. Approfittiamo della bella giornata per fare una passeggiata nei vicoli stretti vicino al Vieux Bassin: intorno a noi antiche case in pietra e tetti in ardesia… camminiamo con gli occhi rivolti al cielo gratificati dalle bellezze che ci circondano. “Questa è una caratteristica costante della Normandia”, asserisce Elisabetta. Non potrei esser più d’accordo con lei, del resto la città è stata immortalata nella pittura di Courbet, Boudin, Monet, Jongkind…

Prima di partire per la tappa successiva del nostro viaggio, pranziamo al Bistrot du Port dove abbiamo scelto un menù con ostriche e pescato vario del giorno, tutto molto buono. Elisabetta, molto attenta a questo genere di ristoranti “turistici”, si complimenta con me per la scelta perché “il personale è gentile ed il costo è normale”.

Un piccolo tour tour a Trouville-sur-Mer e Deauville (15,8 km da Honfleur)

Ancora emozionati per la mattinata passata ad Honfleur, ripartiamo per Trouville. Andiamo per la prima volta e conosciamo la località solo per i sui racconti di viaggio dei nostri amici, anche loro pensionati come noi, che sono stati di recente in Normandia. Ci avevano detto che Trouville è “una località balneare che vi incanterà di sicuro con la sua bella spiaggia” e non a torto! Infatti, dopo aver parcheggiato il nostro fedele destriero, iniziamo a passeggiare sul lungomare. “Qui ti sembra di ritornare indietro di qualche decennio!”, esclama Elisabetta. Davanti a noi, gente che si muove in senza fretta fra ombrelloni e cabine “in stile retrò”, “una meraviglia!” esclamo. L’atmosfera retrò è resa ancora più tangibile dalle bellissime ville che si affacciano sulla spiaggia di fine sabbia chiara, tempestata da piccole conchiglie. Proseguiamo la nostra passeggiata per il centro storico e, i miei occhi si posano sullo splendido mercato del pesce e i suoi cafè e ristoranti tipici, “peccato che abbiamo già pranzato ad Honfleur”, rifletto ad alta voce, “avremmo potuto pranzare degustando un piatto di frutti di mare direttamente presso il mercato del pesce”.

Letteralmente “attaccata” a Trouville, si trova la località balneare di Deauville, una delle più prestigiose di Francia. Rimaniamo colpiti dai suoi palazzi in stile “Belle Epoque” che sono il fiore all’occhiello della città. Camminando, Elisabetta attira la mia attenzione su una targa quadrata in cui è disegnata la silhouette di Coco Chanel. Guarda, mi dice, “è qui che nel 1913 Gabrielle Chanel sceglie di aprire la sua prima boutique di moda in rue Gontaut-Biron a Deauville”. La città, con il suo grande e famoso casinò sul lungomare, gli alberghi di lusso come il Grand Hotel Barrière dalla splendida architettura a graticcio, ci lasciano piacevolmente sorpresi. “Certo”, dico ad Elisabetta, “anche se Trouville è attaccata a Deauville, sono diametralmente opposte: una più “verace” l’altra più “di tendenza e lusso””.

Dove alloggiare a Trouville/Deauville 

 

Profumo di mare... la romantica Honfleur, la graziosa Deauville e l'autentica Trouville (2° giorno)
© Eric Bernard
3.

Lisieux, la città di Santa Teresa (3° giorno)

Per il nostro terzo giorno, cambiamo completamente la tipologia di visita. Infatti, dalle spiagge di Deauville e Trouville, siamo partiti per visitare Lisieux, città in cui ha vissuto Santa Teresa del Bambin Gesù. Indipendentemente dal fatto di esser credenti o meno, in città si respira un’aria particolare quasi “mistica”. Da sempre sono attratto dai grandi santuari, sia dal punto di vista architettonico che ambientale. Questa Basilica, costruita pochi anni dopo la canonizzazione della Santa, è stata inaugurata nel 1937.

Elisabetta rimane colpita dal biancore delle pietre usate per la sua costruzione e, rivolgendosi a me, dice “assomiglia un po’ alla Basilica del Sacro Cuore di Montmartre a Parigi!”. Prontamente ribatto “hai ragione, entrambe appartengono ad uno stile composito romano-bizantino”. All’interno rimaniamo estasiati di fronte alla maestosità, alla enorme dimensione dell’interno ed alla abbondanza di mosaici e decori. All’uscita, io ed Elisabetta siamo d’accordo sul fatto che il santuario è imponente e sicuramente meritava di essere visitato. Dalla basilica abbiamo poi seguito l’itinerario della santità di Teresa tramite un percorso segnato sul marciapiede, in blu, che tocca tutte le tappe della sua crescita interiore come la chiesa del Carmelo e la casa di Santa Teresa: una passeggiata rinvigorente per l’anima e il corpo.

Se avessimo avuto un po’ più di tempo a disposizione, ci sarebbe piaciuto fare la visita guidata di una distilleria per scoprire i segreti di produzione del Calvados, liquore frutto della distillazione del sidro di mela, e per conoscere i segreti dell’invecchiamento. Sia io che Elisabetta, avremmo anche apprezzato la visita guidata di un caseificio. In effetti, in Normandia vi sono numerosi caseifici nei dintorni di Lisieux che si propongono di far conoscere i segreti della fabbricazione dei formaggi normanni. E, per i golosi come il sottoscritto, la visita si conclude sempre con una degustazione. Pazienza, vorrà dire che ritorneremo presto per scoprire anche questo “lato” della Normandia.

 

Lisieux, la città di Santa Teresa (3° giorno)
La Basilica di Lisieux © CRT Normandie

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