Mi chiamo Giorgio, ho 63 anni. Da quando siamo in pensione, io e mia moglie Elisabetta, amiamo viaggiare “fuori stagione” per approfittare di nuovi paesaggi e incontrare e parlare con la gente del posto. L’estate scorsa, nel mese di giugno, abbiamo riscoperto la Normandia, regione che avevamo già avuto il piacere di visitare circa quarant’anni fa. Un bel viaggio che ci ha riempito il cuore di nuovi ricordi e, soprattutto, ci ha permesso di visitare luoghi incredibili e fare anche un po’ di sport.

Da giovani, lo ammetto, non abbiamo mai brillato come sportivi, abbiamo sempre seguito con piacere il basket e il calcio in tv, ma non abbiamo mai detto “facciamo un po’ di jogging!”. Con il passare degli anni, però, abbiamo iniziato ad essere dei ferventi sostenitori del “mente sana in corpo sano” e, ogni domenica, abbiamo iniziato a fare delle passeggiate nei pressi dei parchi della collina di Torino. Non siamo esperti o appassionati di sport, anzi! Siamo dei semplici “camminatori… della domenica”, nel vero senso della parola!

Strada facendo…

Dicono che lo sport è un vero toccasana per la salute psico-fisica, giusto? In Normandia, ci si accorge subito che ci sono tante attività da fare, per tutti i gusti. Se siete escursionisti, esperti o neofiti, scoprite alcuni itinerari che noi abbiamo provato e altri che… non abbiamo avuto il “coraggio” di fare fino in fondo! Perché, come dice Elisabetta: “queste sono le nostre vacanze… non una maratona!”.

Per prepararci al meglio, abbiamo utilizzato anche numerose guide topografiche, dedicate al mondo dell’escursionismo, in vendita sui siti web dei comitati turistici provinciali, oltre che presso gli uffici turistici.

Nel Calvados

  • Passeggiata 100% natura nella “Baie de Sallenelles”
    Circuito “facile” (7 o 14 Km)
    Dopo aver costeggiato il mare, io ed Elisabetta scopriamo la baia dell’Orne, un Espace Naturel Sensible di grande ricchezza. Avevo letto nella guida che questa baia è un rifugio privilegiato per gli uccelli migratori. Il percorso si snoda in mezzo a bellezze naturali ma è anche un po’ faticoso ed Elisabetta sintetizza il momento canticchiando: “… ma quanto è dura la salita! Però, che bella baia! Vale veramente la pena di fare tutta questa fatica per vederla!”. Incontriamo un luogo di accoglienza e informazione e scambiando qualche parola con l’addetto del punto informazioni, scopriamo che è stato istituito un punto informativo sulla biodiversità che mi sembra interessante. Raggiungo Elisabetta e le racconto quanto ho imparato a proposito del sito della Pointe du Siège e della riserva di Gros banc, “protette per la loro ricchezza ornitologica e paesaggistica”. Una passeggiata piacevole ed interessante, senza alcuna ombra di dubbio!

    Per avere maggiori informazioni sulla Baia

    Procurarsi la guida escursione “La Côte de Nacre et son arrière-pays”– collezione Calvados – nella quale figura questo circuito.

  • Escursione sport avventura “La Suisse Normande vue des crêtes”
    Circuito medio a difficile (14 Km)
    Avevamo letto su internet che la Svizzera normanna (lien incontournable) non ha nulla di alpino, le sue cime più alte arrivano a… 300 m., ma deve il suo nome ai sui rilievi boscosi, animati e modellati dai fiumi. Questo circuito ci ha permesso di conoscere ed apprezzare il rilievo “montuoso” della Svizzera normanna con i ripidi crinali dei Rochers des Parcs. Elisabetta, che non ha rinunciato ad accompagnarmi, ha apprezzato il panorama lussureggiante a tal punto che, guardandomi, ha esclamato “che bella esperienza! Il paesaggio è bellissimo!” Abbiamo incontrato un gruppo di uccelli che si sono posati poco lontano da noi, sono molto belli e volano davvero in modo elegante; siamo stati fortunati ma, ahimè, come ho detto ad Elisabetta, “non so riconoscerli”. Per i più spericolati, una sosta al Rochers de la Houle è d’obbligo, un punto di decollo per gli amanti del parapendio; il sito offre un panorama bellissimo sui meandri del fiume Orne.

    Per avere maggiori informazioni sulla Svizzera normanna

    Guida topografica “La Suisse Normande à pied”
Rando en Suisse Normande
© Calvados Tourisme

Nella Manche

  • Il sentiero dei Doganieri –GR (grande randonnée) 223: 300 km stupefacenti
    Il sentiero che va dalla Baia del Mont-Saint-Michel alla Baia dei Veys è qualcosa di veramente unico, davvero! “Come hai detto che si chiama, Giorgio”, mi domanda Elisabetta appena arrivati. “È il sentiero dei doganieri”, ribatto. Vedo che Elisabetta è particolarmente incuriosita e, quindi, proseguo “Siamo nel 1789. La Rivoluzione è in pieno svolgimento e gli inglesi inviano le loro merci attraverso le Isole della Manica con l’obiettivo di venderli nel continente. Le tasse sulle importazioni erano talmente elevate che il contrabbando era molto praticato. Nel 1791, lo Stato istituì un sistema di sorveglianza lungo la costa per contrastare questo fenomeno. Il lavoro veniva svolto dai doganieri, che spesso erano abitanti del luogo”. Elisabetta, che non si perde una parola di quanto dico guarda il sentiero percorso dai doganieri che pattugliavano le coste, un sentiero sospeso tra terra e mare lungo i 300 km di costa rimasta selvaggia. Noi abbiamo fatto solo qualche chilometro, ma per coloro che sono ben allenati il circuito passa per luoghi imperdibili come il fort du cap Lévi, le antiche cave di granito rosa, il Cap de la Hague e il Nez de Jobourg con le più alte falesie d’Europa, Le Havre e la Vanlée, le falesie di Champeaux chiamate anche “il più bel chilometro di Francia”…

    Per avere maggiori informazioni sul sentiero dei doganieri e procurarsi una guida topografica

  • Il “Circuito delle cascate” a Mortain: Le più grandi cascate dell’ovest della Francia
    Livello medio a difficile (7 km)
    Ora che ci siamo stati possiamo dirlo, è proprio vero che a Mortain si trovano le più belle cascate dell’ovest della Francia! Raggiungiamo a piedi, dal centro del paese, le due cascate che scrosciano attraverso la valle del Mortain e che donano alla valle un qualcosa di estremamente interessante. Elisabetta osserva la “Petite Cascade” precipitare dalle rocce e forma uno stretto canyon dall’acqua spumeggiante. La “Grande Cascade” è la cascata più importante dell’Occidente. La sua cascata di 25 metri ci impressiona per la portata e per l’ambiente roccioso che lo circonda. Elisabetta non si trattiene dal dirmi che è “uno spettacolo grandioso e selvaggio”. Il sentiero per la Petite Cascade ci conduce alla cappella Saint-Vital, così “intima” nascosta nel verde, e al Rocher Brûlé, che offre una vista a strapiombo sulla città. Una bella escursione per godersi la natura che ci è piaciuta tantissimo! Per le famiglie con bambini è disponibile un circuito più breve, di soli 3,7 km, dove i luoghi attrversati danno ai bambini il senso dell’avventura! Sarebbe stato meraviglioso poter percorrere questi sentieri con nostra nipote!

    Per avere maggiori informazioni sulle escursioni a Mortain

Nell’Orne

  • La Perrière: villaggio millenario
    Difficoltà media (10,5 km – 3 h)
    La foresta di Bellême si estende sulle dolci colline del Perche. Vedere i rilievi coperti di maestose querce, ci ha dato la sensazione di essere nella “Gallia antica”, ci aspettavamo da un momento all’altro Panoramix assieme a tutti gli abitanti del piccolo villaggio dell’Armorica! “Qui si respira aria buona”, mi dice Elisabetta. Il completamento del percorso, di difficoltà media, richiede almeno 3 ore di marcia, ma che bellezza! Abbiamo potuto osservare il Castello di Montimer, la Quercia della Scuola (Chêne de l’Ecole), il Sito dell’Eperon (panorama dalla chiesa di La Perrière) senza dimenticare il villaggio tipico molto apprezzato di La Perrière. “Veramente molto pittoresco”, secondo mia moglie.

    Per avere maggiori informazioni sul circuito

    Procurarsi la guida topografica de “L’Orne à pied”

  • Escursione nel paese del Camembert!
    Difficile (18 km – 5 h)
    Noi che siamo amanti del formaggio, potevamo perderci questo itinerario? Partendo da sud dei Pays d’Auge, tra Vimoutiers e il celebre villaggio di Camembert, il percorso porta gli escursionisti (un po’ più allenati di noi), sui luoghi dove Marie Harel, considerata come l’inventrice del camembert ha vissuto, attraversando sentieri scavati nel terreno, così tipici di questo luogo solcato da valli. Quando saremo più allenati, riproveremo! “Questa volta, il camembert, l’abbiamo mangiato senza ripercorrere le orme di Marie Harel”, ha ridacchiato mia moglie.

    Per avere maggiori informazioni sul circuito

    Procurarsi la guida topografica de “L’Orne à pied”
La Perrière
La Perrière © Ben Collier

Nell’Eure

  • “Che cosa si legge nel letto del fiume Iton?”
    Facile (Durata: 01h40 / distanza: 2,5 km)
    Questa passeggiata ci è piaciuta molto, l’abbiamo trovata suggestiva poiché costeggia, da una sponda e dall’altra, il fiume Iton e attraversa luoghi classificati ENS (Espace Naturel Sensible). “Qui siamo in comunione con la natura”, ha detto mia moglie. In effetti, l’immersione nella natura è completa con la scoperta della fauna e della flora degli ambienti umidi. “Apprezzo il fatto che ci siano 15 pannelli esplicativi”, ha detto mia moglie mentre ne leggeva uno. Questo circuito consente anche la scoperta di un edificio iscritto nell’elenco dei Monumenti Storici: il castello di Chambray. Lo consiglieremo anche ai nostri amici!

    Per avere maggiori informazioni sui circuiti di escursione nell’Eure
© G. Effray
  • La strada delle Sorgenti Blu nel bordo Senna
    Difficile (2 ore / Distanza: 7,2 km)
    Già il nome, mi dice tanto ”, dice mia moglie. La strada delle Sorgenti Blu collega due villaggi tipici della Route des Chaumières (le case tipiche normanne dai tetti di paglia): Aizier e Vieux-Port. Difficile, certo, ci abbiamo impiegato più delle 2 ore previste… ma ne è valsa veramente la pena! Il panorama sulla valle della Senna è spettacolare. Molto sinuoso, questo circuito è un toccasana, quando fa caldo, perché quasi sempre all’ombra dei boschi.

    Per avere maggiori informazioni sui circuiti di escursione dell’Eure

Nella Seine-Maritime

  • Verso la foresta di Eawy
    Difficile (30 km)
    Sebbene ci avessero parlato molto bene di questo percorso, che porta dal paese di Neufchâtel fino alla foresta di Eawy, abbiamo solamente visitato il delizioso villaggio di Neufchâtel. Ci sarebbe piaciuto fare una pausa all’arboretum del giardino del Re di Roma e sul “Chemin des Ecoliers”… “magari lo proveremo un’altra volta quando saremo più allenati”, ha detto Elisabetta. Una buona scusa per tornare, penso io.

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  • Alle fonti di Bebec
    Medio (11.7 km)
    Quando ci hanno parlato di questo percorso, non sapevamo fosse conosciuto per la foresta dipartimentale che attraversa e, soprattutto, per il tragico annegamento di Léopoldine Hugo, figlia dello scrittore. Ci è impresso il villaggio di Villequier, 776 anime in tutto, un luogo con tante magnifiche dimore. Nei pressi della chiesa San Pietro di Bébec, più precisamente nel cimitero, abbiamo scoperto un calvario, in pietra arenaria del XVI secolo. “Ispira tranquillità, questo posto, immerso in mezzo a prati e meli”. Un abitante del posto ci ha raccontato che la chiesa fu costruita tra il XV e il XVI secolo ed è di grande interesse per la sua architettura e per i mobili antichi che contiene. Che scoperta!

    Per maggiori informazioni su questo percorso

Ispira tranquillità, questo posto, immerso in mezzo a prati e meli


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