Mi presento, sono Paola, e con mio marito Marco e nostra figlia Giulia, abbiamo finalmente realizzato il nostro sogno : visitare la Normandia. Quando si è in vacanza in Normandia con la famiglia e, come noi, con una bambina di 10 anni, è difficile ma non impossibile affrontare un argomento importante come lo sbarco degli alleati sulle coste normanne.

Poiché io e Marco desideravamo conoscere in modo più approfondito gli avvenimenti della Seconda Guerra mondiale legati allo sbarco e alla battaglia di Normandia, abbiamo deciso di visitare il Memoriale di Caen con nostra figlia Giulia. L’impresa non è stata assolutamente difficile e anche Giulia, attratta dalla parte spettacolare della visita e dalle scenografie, ha potuto cogliere nella sua interezza l’essenza degli avvenimenti rappresentati.

Ciascuno di noi conosce più o meno approfonditamente gli eventi della Seconda Guerra mondiale per averli studiati sui libri di storia, per avere ascoltato racconti di avvenimenti di quel tempo dai genitori, dai nonni o dai parenti oppure per i tanti lutti che possono aver lascito un segno nei nostri parenti o amici. Questo conflitto, combattuto da tanti eserciti dal 1939 al 1945 ha coinvolto quasi tutti i paesi del mondo. La città di Caen, che ha subito pesanti bombardamenti nell’estate del 1944, è oggi città della Pace; il suo Memoriale, con il suo archivio eccezionale, vuole essere un importantissimo punto di riferimento per comprendere questa parte di storia del XX secolo.

Un percorso ben strutturato

Mémorial de Caen
© Gregory Cassiau – Les Escapades

Appena entrati, un modello dell’Hawker Typhoon, un cacciabombardiere britannico con colori della RAF, ci accoglie nella hall del Memoriale. Giulia, alza gli occhi al cielo ed esclama “wow… è enorme!”. Dopo aver pagato il biglietto con il supplemento dell’audioguida in italiano per Giulia, cominciamo ad addentrarci nel museo. Scendiamo, lentamente, verso la prima zona intitolata “La faillite de la paix” (il fallimento della pace), qui, sui muri sono spiegati i principali eventi dal 1918 al 1939. Leggendo le targhette, mi rendo conto che sono scritte in francese ed in inglese. “Per noi non è un problema” commento rivolgendomi a mio marito, “abbiamo fatto bene a prendere l’audioguida per Giulia, cosi può seguire facilmente la visita”. Con una bambina di 10 anni, non è certo possibile soffermarsi il tempo necessario per visitare ogni sala, bisogna selezionare. “Il percorso è comunque ben strutturato”, asserisce Marco, “in questa sala si vede come Hitler volesse mostrare la potenza del Reich”. Intorno a noi, diversi elementi confermano quanto detto da Marco: parate militari, manifestazioni, la bandiera con l’aquila imperiale tedesca che domina il mondo con una svastica, emblema del partito nazista.

Quello che più ci colpisce, Giulia compresa, sono gli oggetti di propaganda. In una vetrina, infatti, vediamo una copia del “Mein Kampf” e un libretto sulla Gioventù hitleriana, che simboleggiava l’arruolamento dei giovani. Scioccata, guardo Marco: “e pensare che arruolavano i giovani, a partire dai 10 anni per prepararli a servire nelle forze armate e divenire «buoni cittadini»… assurdo, l’età di nostra figlia, ti rendi conto?”

Questa zona è stata, a mio avviso, utile per capire le il storico che ha portato disgraziatamente allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Le altre sale e il bunker

Nella seconda zona “la France des années noires” (La Francia degli anni bui), iniziamo con la sezione dedicata alla “strana guerra”, che contiene teche e documenti che spiegano quel periodo in cui vi fu una sostanziale stasi nelle operazioni militari del conflitto. Mi colpisce la sezione dedicata alla protezione delle persone e dei monumenti: per proteggere gli individui, distribuivano maschere antigas e attrezzature di sopravvivenza, mentre i monumenti erano circondati con sacchi di sabbia. “Ho i brividi”, dico a Marco.

Nelle sezioni successive, si parla del maresciallo Pétain e del generale de Gaulle con degli estratti dei loro discorsi. In una vetrina mostro a Giulia gli oggetti che erano destinati a diffondere l’ideologia del Governo di Vichy che, spiego con parole, “era un governo che aveva offerto totale collaborazione a Hitler

Ci ritroviamo in una ricostruzione di un angolo di una strada durante la guerra. Su un muro, Giulia legge “Laval au poteau”. Mi guarda e dice, “cosa c’è scritto mamma?” La guardo e, con l’aiuto delle didascalie, le spiego che “significa che volevano condannare Laval, presidente del Consiglio del governo Pétain”. “Probabilmente”, continuo, “questa iscrizione era stata dipinta da un combattente della resistenza”.

Vediamo anche una serie di poster affissi sui muri, qui io e Marco spieghiamo a nostra figlia che “i tedeschi cercavano di spaventare chi si opponeva all’occupazione”.

Nelle sale successive, si parla della resistenza e delle operazioni che venivano fatte dai partigiani: informare gli Alleati sulle difese tedesche sulla costa, procurare documenti falsi, sabotare i treni che trasportavano soldati tedeschi, stampare giornali clandestini, aiutare i prigionieri a fuggire…. Io e Marco troviamo il tutto molto interessante e ben presentato attraverso i numerosi oggetti che sono presenti nelle vetrine.

Enfants au Mémorial de Caen
Mémorial de Caen © Mémorial de Caen – Stéphane Devé

Spiegare ad un bambino gli orrori della guerra

La parte più difficile per noi, e soprattutto per Giulia, è stata la deportazione e il genocidio.

Leggiamo che la Germania inizia a creare un sistema di concentrazione a partire dal 1933 e che le primissime vittime della deportazione furono gli oppositori politici del regime nazista, soprattutto i comunisti tedeschi. I nostri occhi si riempiono di tristezza, anche se conoscevamo già la storia, leggerlo e vedere i documenti ci fa sentire “male”. I nazisti perseguitavano intere categorie di persone, che venivano deportati o sterminati, come ebrei, zingari, malati di mente, disabili fisici, comunisti, combattenti della resistenza.

Io e Marco restiamo in silenzio, Giulia ascolta attentamente l’audioguida e noi ne approfittiamo per spiegarle come “l’uomo a volte è capace di fare cose orribili”.

Nella terza zona, “guerre mondiale, guerre totale”, sono rappresentate gli sforzi, da un lato degli Alleati per liberare l’Europa dal giogo nazista e, dall’altro, del Terzo Reich che ha cercato in tutti i modi di impedire agli Alleati di sbarcare sulle spiagge e nei porti. Anche qui, schermi interattivi, oggetti appartenuti ai soldati, immagini d’archivio contribuiscono farci “vivere” la storia in prima persona. “Eccoci al D-day”, dico rivolgendomi a Giulia e a mio marito. Leggiamo nei pannelli i preparativi per lo Sbarco in Normandia, con gli Alleati che hanno lasciato il Regno Unito. “il fatto che avessero bombardato strade e ferrovie ha contribuito a rallentare o impedire l’arrivo dei rinforzi tedeschi”, dice Marco rivolgendosi a me e a Giulia.

l’uomo a volte è capace di fare cose orribili

Lungo il percorso Giulia approfitta pienamente delle spiegazioni, delle registrazioni d’archivio e delle testimonianze dei veterani della guerra contenute nell’audioguida.

Siccome Giulia cominciava ad essere provata, non abbiamo approfondito le tappe successive che si concentrano sulle conseguenze geopolitiche provocate dalla Seconda Guerra Mondiale; questi avvenimenti hanno profondamente segnato la storia dalla fine della guerra fino ai giorni nostri. La suddivisione del mondo, il pericolo di una nuova guerra ancor più devastante e le ingenti spese militari sono le caratteristiche principali del periodo. La rappresentazione di questi avvenimenti si conclude con la caduta del muro di Berlino. Non abbiamo visto, per via della stanchezza di Giulia, il l bunker di comando del generale Richter su cui è costruito il Memoriale di Caen.

La nostra esperienza

Consigliamo a tutti i visitatori la visione del film “Il D-day e la Battaglia di Normandia”, un concentrato di avvenimenti ed emozioni della durata di 19 minuti; “Molto toccante” mi dice mio marito Marco, “è impressionante vedere tutti quei giovani ragazzi che volevano liberare l’Europa che erano consapevoli del rischio di non tornare a casa”. Le proiezioni si ripetono ogni 30 minuti e c’è il tempo per organizzarsi al meglio in base necessità del momento.

Il Memoriale di Caen propone anche mostre temporanee che possono, a seconda della resistenza dei più piccoli, completare la visita del percorso classico.

Questa visita è, a mio parere, di basilare importanza per conoscere e capire i grandi avvenimenti che si sono svolti in quel tempo e che hanno segnato una parte importante della storia del XX secolo… il tutto a due passi dalle Spiagge dello Sbarco. Con la visita abbiamo ampliato le nostre conoscenze storiche, ma ci siamo sentiti “un po’ diversi” e Giulia è uscita con la consapevolezza che la guerra è “qualcosa di brutto che porta tanta tristezza e dove tante persone muoiono”.

Utile da sapere

  • audioguida in italiano
  • visita guidata del percorso dedicato alla Seconda Guerra Mondiale
  • circuiti guidati da parte del Memoriale, che includono la visita delle Spiagge dello Sbarco o della città di Caen.
  • Un altro servizio interessante per le famiglie con bambini piccoli è la nursery gratuita per bimbi dai 3 mesi ai 10 anni, per un massimo di 3 ore, al Memoriale di Caen.

Informazioni pratiche

Memoriale di Caen
memorial-caen.fr

Prezzo: 19,80 €. Gratuito per i bambini sotto i 10 anni.
Il costo del museo offre una tariffa per famiglie (2 adulti e un bambino minimo), pari a 51 €.

Se venite in auto, un parcheggio gratuito è disponibile accanto al Memoriale di Caen. Molto comodo!

Le spiagge dello Sbarco in famiglia

Le spiagge dello Sbarco in famiglia

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