Mi presento, sono Giorgio, e insieme a mia moglie Elisabetta siamo una coppia di giovani pensionati di 65 anni. La nostra vita adesso è fatta di cose semplici che ci rendono felici: i nostri figli, nostra nipote, viaggiare… e il nostro cane Otto. Otto fa parte della famiglia, è un simpatico incrocio tra un pastore e un bassotto: un pastorotto! In gioventù, appena sposati e ancora senza figli, abbiamo visitato la Normandia e i ricordi rimasti, dopo tanti anni, sono sempre meno ricchi di particolari e certamente limitati alle cose che potevano colpire due giovani senza troppa esperienza.

Ho pensato: “Perché non ripartire, ripercorrendo gli itinerari di un tempo, alla ricerca di nuove emozioni?” Elisabetta, come sempre, quando si parla di organizzare viaggi, è d’accordo con me, ma mi dice: “Guarda che in famiglia adesso siamo in tre e tutti dobbiamo partire perché non possiamo lasciare presso i nostri figli il nostro amato Otto”. E aggiunge: “Capisci anche tu che non è possibile partire senza di lui” , poi guardando Otto conclude: “Cucciolone, sei pronto per partire in Normandia??”. Otto, tutto soddisfatto, ci risponde con un bel “wooof!” e ci bacia teneramente. Abbiamo organizzato la nostra vacanza per tre in Normandia e abbiamo scoperto che esistono moltissimi ristoranti “dog friendly” in cui sono ammessi i nostri amici a quattro zampe.

Ecco la nostra selezione di ristoranti che accettano cani, perché è superfluo ricordare che i nostri amici pelosi sono importanti e che non devono essere abbandonati durante le vacanze!

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1.

Ferme de la Rançonnière

Dietro il portico merlato, il maestoso cortile quadrato ospita un bellissimo hotel-ristorante che sembra una fortezza. Nelle cucine, Stéphane Boisramey guida una squadra dinamica con un tono che alterna carattere e dolcezza e assicura una cucina sobria e ispirata. “In questo ristorante si mangia veramente bene e il patio è molto piacevole”, mi dice Elisabetta. Otto, sotto il nostro tavolo, ha bevuto un po’ d’acqua dalla sua ciotola prima di addormentarsi placidamente. “Hai visto come è tranquillo?”, mi ha detto Elisabetta sollevando la tovaglia e per vedere il nostro cucciolone.

Informazioni pratiche

Ferme de la Rançonnière
Isabelle et Koen Sileghem
Route de Creully
14480 Crépon

2.

Auberge du Val de Cesne

Ammiriamo questa chaumière (cottage con il tetto di paglia) di pura tradizione normanna, delle travi a vista, un camino fumante, delle tele di Jouy, delle piccole finestre sbarrate… Le camere da letto e i piccoli salotti invitano a lasciarsi andare! “La cucina dello chef Jérôme Carel è così tipica”, esclama Elisabetta. In effetti, discutendo con il nostro cameriere, abbiamo scoperto che si ispira alle antiche ricette regionali per ottenerne il meglio con brio. Otto, che si è subito ambientato, era sdraiato tranquillamente sul pavimento, come a casa… mentre osservava il via vai dei camerieri per la sala. “Questa vacanza gli fa bene”, mi ha detto divertita Elisabetta guardando il nostro segugio “stanco”!

Informazioni pratiche

Auberge du Val de Cesne
Jérôme Carel
140, route départementale 5
76190 Croix-Mare

3.

Le Petit coq aux champs

Vicino a Pont-Audemer, a Campigny, abbiamo scoperto un cottage con il tetto di paglia, simile a un sogno: la campagna, il caminetto acceso, un ambiente intimo, delle tovaglie di lino e dei portatovaglioli d’argento… abbiamo pensato fosse troppo bello per poter accogliere il nostro Otto! E invece no, l’accoglienza è assai calorosa. La cucina di Jean-Marie Huard è elaborata lentamente con genialità. “È delizioso!”, commenta, ad ogni forchettata, mia moglie. Anche se i piatti apparentemente sono semplici, sono il frutto di un vero talento.

Informazioni pratiche

Le Petit coq aux champs
Fabienne et Jean-Marie Huard
400, chemin du Petit Coq
27500 Campigny

4.

L’absinthe

Di fronte al porto di pesca di Honfleur e alle sue barche attraccate che ondeggiano, entriamo all’Absinthe. “Che strano nome!”, mi dice Elisabetta. Dentro, i tavoli sono disposti in due magnifiche sale con pietre a vista, travi e caminetto. Dalla terrazza potevamo vedere il porto, suggestivo di sera, e abbiamo preso uno dei menu proposti: millefoglie di salmone fresco con zucchine per antipasto. “Che sapori delicati”, constata Elisabetta, “e la consistenza del pesce è eccellente”, conclude. Otto era ancora disteso sul pavimento mentre a due tavoli di distanza da noi, abbiamo visto un altro cane, un carlino francese, che sonnecchiava vicino alla sua ciotola: la cosa ci ha fatto veramente piacere perché ci ha confortato nell’idea che avevamo avuto entrando nel ristorante, un ristorante “dog friendly”. Lo chef Thierry Lebihan lavora con competenza: prodotti freschi, tante verdure e una combinazione delicata e gustosa al tempo stesso. La carta dei vini è semplicemente impressionante, non sapevamo cosa scegliere: fortuna che il cameriere ci ha dato una mano!

Informazioni pratiche

L’absinthe
Antoine Ceffrey
10, quoi de la Quarantaine
14600 Honfleur

5.

Le Moulin de Connelles

Situato in terra impressionista, a due passi da Château Gaillard, questo bel mulino, che macinava ancora la farina poco più di cento anni fa, sovrasta la Senna. “Giorgio hai visto com’è bello, con questa struttura a graticcio blu?”, esclama estasiata mia moglie. Non c’è che dire, con le sue scacchiere di pietra bianca e selce e le sue torrette, questo posto ha veramente del fascino da vendere! Quando siamo entrati, abbiamo trovato un posto accogliente e romantico, con tavoli dove si può cenare a lume di candela, guardando il fiume scorrere sotto i propri piedi. Avevamo paura che Otto non fosse ben accetto, ma oltre ad aver ricevuto un caloroso benvenuto dallo staff, abbiamo notato che un altro cane, sdraiato sotto un tavolo, mangiava i suoi croccantini. “Che cena indimenticabile!” ha esclamato Elisabetta. La prossima volta rimarremo lì a dormire, abbiamo visto che le stanze rispecchiano l’anima del posto: antico e contemporaneo convivono perfettamente.

Informazioni pratiche

Le Moulin de Connelles
Karine Petiteau
Route d’Amfreville sous les Monts
27430 Connelles

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