Mi presento, sono Elisabetta e insieme a mio marito Giorgio siamo due sessantatreenni che, dopo aver lavorato una vita io in una azienda di assicurazioni e mio marito in una grande azienda automobilistica torinese… pensiamo di meritarci un po’ riposo e di vita romantica lontano dal solito tran-tran di tutti i giorni…

Quando tanti anni fa abbiamo visitato per la prima volta la Normandia, prima che in nostri figli nascessero, io e mio marito avevamo avuto la sensazione che gastronomia, paesaggi, monumenti e abitanti fossero un unicum del territorio normanno. Quando abbiamo organizzato questa nuova vacanza in Normandia abbiamo deciso limitare le nostre escursioni ai romantici e bellissimi villaggi dell’entroterra o restare sulla costa, con le sue scogliere meravigliose, le lunghissime spiagge e i bellissimi villaggi di pescatori. Il mare, il rumore delle onde che si infrangono sulla riva, un bellissimo tramonto, io e mio marito che camminiamo sulla spiaggia, già immaginavo la scena! Cosa c’è di più romantico?

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1.

Le mitiche falesie di Etretat (1° giorno)

Tutti i villaggi normanni sono romantici, e noi per ben cominciare la nostra vacanza abbiamo visitato Veules-les-Roses, uno dei più bei villaggi di Francia. Situato in mezzo alle falesie più spettacolari della Costa d’Alabastro la poesia del luogo ha sempre attratto artisti ed amanti del bello. Abbiamo camminato lungo le strade sulla riva del piccolo fiume dove si affacciano bellissime case, vecchi mulini e balconi fioriti. “È incredibile, che pace e bellezza e quanta cura per la conservazione di questo luogo incantevole!”, ha esclamato Giorgio.

Al confine con la costa d’Alabastro, ci siamo fermati a Fécamp. In questo villaggio costiero, che fu la capitale del ducato e porto importantissimo per la pesca del merluzzo, restiamo affascinati dalla sua autenticità. Approfittando della magnifica giornata di sole abbiamo fatto una piacevole passeggiata in riva al mare e sul porto: la cittadina ci ha mostrato tutte le sue ricchezze e sfaccettature. “Possiamo perderci il Palais Bénédictine?”, ha detto a un certo punto mio marito. Siccome siamo interessati alla preparazione e degustazione di cocktails, non potevamo di certo perdere l’occasione di conoscere il delizioso liquore Bénédictine. All’interno di un maestoso edificio del XIX secolo abbiamo visitato le distillerie e le cantine dove vengono messi ad “invecchiare” i barili con il delizioso elisir. Grazie al dépliant in italiano, abbiamo appreso che il liquore alle erbe fu inventato dai Benedettini all’inizio del XVI secolo e che a fine XIX secolo, Alexandre Prosper Le Grand, ritrovò la ricetta, iniziò a produrlo e fece fortuna. “Era destino, con un cognome così!”, mi ha detto ridendo mio marito.

Nel pomeriggio siamo arrivati ad Étretat, un piccolo borgo incastonato fra due falesie che lo proteggono con una vista che ha lasciato a bocca aperta. I nostri amici ci avevano avvisato, “questo luogo vi affascinerà per la sua grande bellezza”, Una passeggiata sulla spiaggia di ciottoli, dominata dalle alte scogliere bianche, dove l’unico rumore è quello delle onde che si smorzano sulla riva e dove la natura è ancora incontaminata: “è un vero paradiso naturale “ abbiamo esclamato soddisfatti entrambi quasi all’unisono, “che meraviglia essere qui, capisco come Monet fosse innamorato di questi posti”!

E per concludere degnamente la giornata una cenetta romantica in un grazioso ristorante a base di freschissime e squisite ostriche e altri frutti di mare: ambiente accogliente e personale cortese. Abbiamo soggiornato in un hotel di Étretat.

Se avete più giorni a disposizione… Nei dintorni di Étretat

Le mitiche falesie di Etretat (1° giorno)
© Gregory Cassiau - Les Escapades
2.

La pittoresca Honfleur (2° giorno)

Seguendo la costa, abbiamo sostato a nostro piacimento, nei punti dove il panorama era davvero superlativo, per poi raggiungere l’emblematico villaggio di Honfleur. Arrivati al centro di questa piccola città marinara siamo andati alla scoperta delle sue stradine pittoresche, del suo vecchio porto, il Vieux-Bassin, e subito abbiamo capito perché i nostri amici ci avevano detto: “vedrete che cartolina”. “Non per niente è stato a lungo fonte di ispirazione per tanti artisti a partire dai pittori impressionisti”, mi dice Giorgio mentre guarda lo spettacolo del riflesso delle case a graticcio sullo specchio d’acqua del porto. Non ci sono dubbi, è davvero tutto molto affascinante e capisco il perché della fama nazionale e internazionale di Honfleur. “Un villaggio con un ricco passato, hotel molto chic, ristoranti tipici e un patrimonio artistico molto bello” mi sintetizza mio marito. Abbiamo colto l’occasione sederci su una delle terrazze che si affacciano sulla strada principale per gustare un aperitivo e fare uno spuntino prima di proseguire verso Deauville.

Questa città balneare è veramente molto elegante”, sottolinea Giorgio guardando l’imponente Casino. Abbiamo fatto una bellissima passeggiata lungo il mitico lungomare delle “Planches”, mi sono soffermata a guardare le cabine con i nomi delle varie star del cinema americano da un lato, e i famosi e coloratissimi ombrelli dall’altro. Quante foto abbiamo fatto!!! Discutendo con il proprietario del ristorante in cui abbiamo cenato, abbiamo scoperto che ogni anno viene organizzato un importante festival dedicato al cinema americano e che “grandi nomi” del cinema americano vengono a Deauville per la première… ah, come deve esser bello!

Dopo questa giornata emozionante, abbiamo pernottato in un grazioso hotel di Deauville.

La pittoresca Honfleur (2° giorno)
Les planches de Deauville © Lamax - Fotolia.com
3.

Cabourg, una città romantica (3° giorno)

Al mattino facciamo una sosta sulla spiaggia sabbiosa del paese di Houlgate, che si definisce la perla della Costa Fiorita e che on un ricco patrimonio architettonico di ville della fine del XIX secolo. Non possiamo resistere al richiamo della spiaggia e, tolte le scarpe, ci mettiamo a camminare a piedi nudi sulla sabbia… “una sensazione magnifica che oltretutto ci consente di ammirare le bellissime ville che si affacciano sul mare ”, mi dice Giorgio.

Dopo questa breve parentesi, abbiamo ripreso la nostra macchina in direzione di Cabourg, dove abbiamo completato il nostro itinerario. La città ci ha affascinato subito con il suo patrimonio architettonico realizzato dalla ricca borghesia: le seconde case dei primi vacanzieri all’inizio del XX secolo. Abbiamo scoperto le strade della cittadina e del lungomare ed ora capiamo meglio perché la chiamano “la città romantica”: i suoi grandi palazzi, gli edifici in stile Belle Époque, le stupende ville decorate, il casinò, il la lunga spiaggia di sabbia con i suoi ombrelloni a strisce bianche e blu… sembra di vivere in un romanzo di Proust!

Per completare la giornata, passiamo la notte in un hotel di Cabourg.

Se avessimo avuto a disposizione più tempo ci sarebbe piaciuto visitare, prima di Houlgate, il pittoresco villaggio di Pont-l’Eveque e visitare, golosi come siamo, Calvados Experience. Ahimè, ci sono troppe cose da vedere e… alle volte bisogna fare delle scelte! Vorrà dire che torneremo… presto!

Cabourg, una città romantica (3° giorno)
Spiaggia di Cabourg © Sabina Lorkin

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